Piccole ferite domestiche

piccole ferite domestiche

Siamo abituati a considerare la nostra casa, il luogo più sicuro al mondo, un ambiente in cui noi e i nostri cari ci sentiamo protetti. In realtà gli incidenti domestici rappresentano una priorità per la sanità pubblica perché sono spesso causa di disabilità, sofferenza, calo della produttività e perché colpiscono tutte le fasce d’età.
 
Le piccole ferite come tagli, escoriazioni e bruciature, se gestite in modo corretto e tempestivo, non devono destare preoccupazione, ma troppo spesso ci si dimentica la quantità di oggetti e situazioni potenzialmente rischiose. Proviamo a fare un esercizio.
 
BRUCIATURE
 
Si può incorrere in questo tipo di ferite in molti modi:
  • Con l’acqua bollente: ad esempio quando si scola la pasta o quando si cura la propria igiene personale e inavvertitamente ci si brucia perché l’acqua è troppo calda.
  • Con l’olio bollente: ad esempio in cucina dove, com’è noto, per friggere i cibi bisogna portare l’olio a temperature elevatissime. Spesso capita che gli schizzi ci colpiscano procurando, seppure in modo circoscritto, fastidiose scottature. Un’altra situazione rischiosa si verifica quando l’olio “impazzisce” a contatto con l’acqua, in quel caso anche delle piccole gocce possono essere pericolose. 
  • Con il forno acceso: chi ha inventato i guanti ignifughi conosceva sicuramente il problema. Quando si apre il forno per estrarne delle pietanze, si pensa che le normali presine siano sufficienti, in realtà, nell’ambiente bollente non si inseriscono solo le mani ma anche gli avambracci ed è molto facile urtare le griglie, procurandosi una scottatura.
  • Con il ferro da stiro: più è caldo, migliore è il risultato sui capi di abbigliamento. A volte per raggiungere bene tutti i punti di una camicia o di un pantalone si avvicinino le mani alla piastra e capita di scottarsi le dita. Un’altra area a rischio è la pancia che spesso si trova alla stessa altezza della tavola da stiro. Non si deve dimenticare, inoltre, che al passare da un capo d’abbigliamento all’altro si lascia spesso il ferro in posizione verticale. In questo modo è molto facile che cada dalla tavola e che, per recuperarlo, si afferri istintivamente procurandosi una bruciatura. 
  • Con il vapore: ad esempio quello che esce dal ferro da stiro, quello che si crea all’interno del forno, o quello dell’acqua bollente. Il vapore è un elemento sottovalutato ma potenzialmente molto rischioso, soprattutto a causa della sua invisibilità. 

 

TAGLI

Se di piccole dimensioni, molto speso si trascurano e si considerano banali, ma i tagli lasciano aperta la cute creando una via d’ingresso per germi e batteri che possono causare infezioni anche gravi. In quali situazioni ci si procura questo tipo di ferite? Tralasciando le cadute che, oltre al taglio, possono procurare altri tipi di conseguenze da approfondire con personale specializzato, gli oggetti potenzialmente più rischiosi sono:
  • Coltelli: è molto frequente procurarsi una ferita quando si tagliano i cibi in cucina.
  • Carta: tagliarsi con la carta, come si sa, è molto fastidioso. Sebbene sia un oggetto all’apparenza innocuo, rappresenta una lama affilatissima capace di penetrare la pelle in profondità, infatti, il dolore è molto acuto e si protrae nel tempo.
  • Plastica: un materiale dalle infinite forme, dimensioni e proprietà che ha invaso letteralmente le nostre vite. Ad esempio, bisogna stare attenti quando si sminuzzano contenitori, vaschette o altro per fare la raccolta differenziata, perché i vari pezzettini diventano taglienti.
  • Rasoio: tagliarsi con la lama del rasoio capita spesso, anche a causa della frequenza di utilizzo di questo oggetto. Sia durante la depilazione, sia mentre ci si rade, è facile tagliarsi, con conseguente fuoriuscita di sangue che, nonostante la ferita sia lieve, fatica a fermarsi.
  • Vetro o ceramica: ad esempio a seguito della rottura di un piatto o di una bottiglia. In queste situazioni il rischio maggiore è rappresentato dalle schegge che possono assumere dimensioni anche molto piccole e poco visibili. A quel punto è facile che mani e piedi ne facciano le spese, sia con tagli più o meno fastidiosi, sia con la penetrazione del materiale residuo nella pelle.
 
Tutte le ferite elencate, se di estensione e dimensioni limitate, potrebbero essere gestite efficacemente attraverso la disinfezione e l’applicazione di prodotti che, da un lato,inibiscono 
l’azione di germi e batteri, dall’altro, favoriscono una cicatrizzazione senza conseguenze negative per la pelle. Per questo è opportuno assicurarsi che l’armadietto dei medicinali sia sempre adeguatamente fornito. Inoltre, una buona conoscenza delle ferite casalinghe, permette di valutarne la gravità e, soprattutto, aiuta a prevenirle con pochi accorgimenti.