lo sapevi che?


 

  • La parola “ustione” deriva da usto (ustu in latino), aggettivo usato per indicare il termine “bruciato”, il cui utilizzo risale a prima del 1367.
    La sua diffusione, però, si rimanda al 1875. Di formazione più moderna è la parola “ustorio”, aggettivo che indica l’atto di far bruciare.
    Un esempio è rappresentato dagli specchi ustori, inventati da Archimede per respingere l’assedio di Siracusa da parte di Marcello bruciandone le navi.

  • ”Antibiotico” è una parola relativamente recente coniata per la prima volta nel 1941 da A.S. Waksmann, Premio Nobel della medicina nel 1952, a sua volta risalente dal francese “antibiosi”, termine utilizzato nel 1889 dal biologo P. Vuillemin per indicare “L’azione di un organismo che distrugge la vita di un altro per mantenere la propria”.

  • Il verbo “ferire”, da cui deriva il sostantivo “ferita”, è stato inserito per la prima volta nella lingua volgare in occasione dei patti giurati detti Breve (1219), che disciplinavano l’azione dei vescovi nel territorio di Montieri.
    È probabile che, in questa accezione, si riferisse alla parola colpire. In latino, infatti, il verbo ferire aveva il duplice significato.
    Alcune tribù lasciano infettare le proprie ferite per procurarsi cicatrici ornamentali permanenti.

  • Una delle pratiche antiche di disinfezione (XVI secolo) è quella “postale”.
    Con questa espressione si intende la distruzione con il fuoco della corrispondenza o degli scritti.
    Infatti, la carta utilizzata per libri, giornali, documenti e lettere, rientrava nella lista degli oggetti a rischio in quanto possibile agente di contagio, e pertanto veniva rigorosamente controllata. •

  • Il Guinness dei primati si raggiunge anche a causa delle cicatrici.
    Julia Gnuse si è aggiudicata il primato di donna più tatuata al mondo nel maggio del 2010.
    Il motivo? Combattere la porfiria, una malattia di cui soffriva che l’aveva resa allergica al sole.
    Oltre a coprirsi con i vestiti, una delle soluzioni era tatuarsi per rendere la pelle insensibile ai raggi solari.
    Julia iniziò a testare questa strada sulle gambe.
    Da allora, dopo essersi accorta che la terapia funzionava, la donna ha deciso di tatuarsi anche il resto del corpo fino a ricoprire il 95% della sua pelle. “L'ho fatto per coprire le cicatrici delle bolle causate dai raggi del sole”, ha dichiarato Julia.

  • La propoli era conosciuta nell’Antica Grecia e nell’Impero Romano per la medicazione delle ferite, tanto che i soldati ne ricevevano in dotazione una piccola quantità. Nel Medioevo era impiegata anche per frizionare l’ombelico dei neonati e come rimedio contro le infiammazioni della bocca e della pelle.

  • Il miele non è solo un ottimo alimento ma fin dall’antichità era apprezzato per la sua capacità di favorire il processo di cicatrizzazione. Le prime segnalazioni si possono trovare nel papiro Smith del 1700 a.C. e nel papiro Ebers del 1500 a.C. In entrambi si descrivono medicazioni di ferite e ustioni molto gravi, prodotte utilizzando un amalgama di miele e latte coagulato da applicare sulle lesioni con una benda di cotone.
Lo sapevi che